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Cooperativa coldiretti  - impianto fotovoltaico (San Ferdinando di Puglia)
Cooperativa coldiretti - impianto fotovoltaico (San Ferdinando di Puglia)

Matteo Della Torre

Il nutrito gruppo dei “Gianni” – come don Lorenzo Milani chiama, in Lettera ad una professoressa, i ragazzi, figli di contadini, emarginati, bocciati dalla scuola e rispediti brutalmente al duro lavoro dei campi – alle volte, e quando accade, in modo davvero sorprendente, mette nel sacco e lascia con un palmo di naso l’élite colta dei “Pierini”, uomini dal colletto bianco, sacerdoti del sapere, sempre più spesso smarriti e confusi nel loro narcisismo intellettuale. Di suo, la moltitudine dei Bertoldo, scarpe grosse e cervello fino, possiede un grammo di pratica che, per dirla con l’economista Ernst Fritz Shumacher, vale molto più di una tonnellata di teoria. Sarà per questo che essi fiutano la vanità e disertano deliberatamente le conferenze, i convegni e le autocelebrazioni parolaie delle menti “elette”.

Dalla plebe, dai rozzi bifolchi, dalla parte arretrata del popolo, insomma dai peggiori della società, avvinti dal vortice delle tradizioni e abbrutiti dalla ripetizione di atti sempre uguali, i “Pierini” non si attendono nulla di più che stagnante immobilismo.

Eppur si muove! E accade che Bertoldo abbia percorso per primo il lungo tragitto che porta dalla mente, luogo della conoscenza, al cuore, sede propulsiva dell’azione fatta con amore. D’altra parte, purtroppo, c’è chi resta immobile alla mente, alla fredda razionalità delle elucubrazioni astratte e della vuota retorica, e lì tronfio aspetta. Cosa?

I “Pierini” hanno letto e conoscono il Protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra (vedi documento pdf allegato), ma lo ignorano nei fatti. I “Gianni” non lo hanno letto, ma a volte lo applicano.

La Cooperativa agricola Coldiretti di San Ferdinando di Puglia ha installato, sul tetto del nuovo oleificio (come da foto), una serie di 132 pannelli fotovoltaici ad alto rendimento, tecnologia in grado di sfruttare l’uniforme ed eccellente irradiazione solare che ogni giorno raggiunge la terra, pari alla nostra latitudine, a 4,7 Kwh/m2 giorno (media annua), per trasformare questa energia solare gratuita in corrente elettrica capace di coprire il 20% del fabbisogno annuo di elettricità delle sue strutture produttive.

La potenza dell’impianto è di 20 Kwh ed è costato 72 mila euro, finanziati per il 68% a fondo perduto dalla Regione Puglia.

Da oggi la Coldiretti abbatterà drasticamente le sue emissioni di gas serra nell’atmosfera e produrrà energia elettrica pulita. Un lucido gesto di solidarietà intergenerazionale.

Gli agricoltori soci del sodalizio con questa realizzazione si pongono senz’altro alla guida dell’innovazione ambientale del nostro paese.

A loro l’onere di continuare sulla strada intrapresa, intervenendo con opportuni miglioramenti anche su altri versanti, come quello dell’uso eccessivo dei pesticidi sulle colture agricole.

La Coldiretti per riuscire nell’impresa ha superato i numerosi e diversi ostacoli della burocrazia. Ma il personale amministrativo della Cooperativa li ha affrontati e risolti con competenza e cuore. Davanti a noi risalta l’eloquenza dei risultati. Ma quante zavorre appesantiscono le strutture amministrative degli enti pubblici presieduti dai “Pierini” che governano i centri vitali del nostro paese? Tante, se si valuta la scarsità dei progressi tangibili.

Gli agricoltori della Coldiretti sul tetto del frantoio hanno posto i pannelli fotovoltaici, gli enti pubblici (Comune, scuole, Centro Culturale e Sociale, ecc.) sui loro tetti ci fanno scolorire le mattonelle al sole, mentre in chiesa ci sparano i fuochi d’artificio.

C’è di che riflettere, fratelli intellettuali.

Chi scrive può parlare, perché vive a cavallo tra due mondi: “Pierino” d’estrazione, ma “Gianni” per scelta. Un contadino, fiero d’esserlo.

Rendete conto dei vostri studi, fratelli “Pierini”, che vanno restituiti alla società in termini di agire pratico per il bene comune. Il valore di un uomo di cultura non è commisurato al numero di libri letti ogni anno, alla quantità di conferenze o comizi tenuti, di articoli o di libri pubblicati. La cultura non è un bene privato, personale e autogratificante, garanzia dell’ambito “posto al sole”, ma uno strumento da offrire agli altri e alla storia.

Onore al merito e un plauso accalorato ai soci agricoltori della Coldiretti.

Matteo Della Torre

Fonte: www.uomoplanetario.org

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