Home»Nonviolenza»Salute naturale»Al lupo, al lupo: i veri danni dell’allarmismo su H1N1

Influenza suina spot

Attilio Speciani

C’è stata prima la SARS, che a fronte di un bilancio complessivo di morti a livello mondiale inferiore a quello dei decessi dovuti ad incidenti da traffico in un normale week-end estivo in Europa, è riuscita a bloccare per oltre un anno l’economia di nazioni come il Canada e la Cina.

Non voglio entrare nel merito scientifico di quel tipo di infezione. Ritengo paradossale ad esempio, che la gran parte dei decessi sia avvenuto tra personale medico e sanitario (generalmente persone soggette a vaccinazioni controllate) e che nessuno abbia fornito, o voluto fornire, dati epidemiologici sulla relazione con le vaccinazioni fatte.

Di fatto la SARS ha rappresentato uno dei primi grandi spaventi sociali, cui la gente ha risposto con la comparsa della mascherina in viso: simbolo potente del filtro tra la propria natura e il mondo. Metafora della ricerca dell’isolamento e della paura dell’altro, potenzialmente infetto, potenzialmente pericoloso.

Questo atteggiamento, sul piano della comunicazione, si è riproposto nello stesso modo per l’influenza H5N1, la temutissima aviaria, dove molte case farmaceutiche hanno affilato le armi per i successivi interventi facendo delle evidenti prove di impegno economico. I guadagni borsistici delle aziende che producono i farmaci antivirali di ultima generazione sono stati enormi, e hanno seguito fedelmente le comunicazioni pubbliche, vere o false che fossero.

Anche in quell’occasione l’allora ministro della Salute (Storace) dichiarò di avere concluso un contratto di produzione per l’Italia di 38 milioni di dosi di un vaccino per l’aviaria che in quel momento non esisteva neanche sulla carta e di cui nessuno gli ha mai chiesto ragione. L’aviaria fu poi riconosciuta come una forma virale indubbiamente sovrastimata dalla classe medica rispetto ai suoi effettivi danni. Il termine di “bufala” cominciò a farsi strada tra la gente anche rispetto alle infezioni.

Gli esperti hanno proposto improbabili scenari apocalittici, prepandemici, sulla base delle loro congetture e convinzioni. Nessuna delle loro previsioni si è avverata. Sarà perché sono incapaci, perché seguono interessi economici diversi, o perché il paradigma di riferimento è sbagliato? Se fossero allenatori di una squadra di calcio sarebbero già stati destituiti, mentre il mondo non riesce a disfarsi di persone che continuano a creare paure inutili.

Il programma prevedeva il piatto forte quest’anno. La H1N1 è stata montata ad arte (oggi lo dicono tutti, mentre chi come noi lo diceva dopo l’analisi dei primi dati, sulla base della storia, della epidemiologia e dei normali cicli virali, veniva spesso additato come ascientifico).

Su molte riviste sono stati pubblicati i pareri di esperti che hanno giurato sulla totale innocuità del vaccino ancora prima che questo venisse prodotto (ma come fanno…). Eppure quelle persone sono ancora ai loro posti di comando.

Nella trasmissione Exit di pochi mesi fa, diffusa in prima serata sula rete televisiva La7, ho avuto modo di dibattere pesantemente con il professor Aiuti sulla utilità o meno del vaccino contro la H1N1 . Il pubblico televisivo, durante il dibattito, ha sentito urlare frasi pesanti come “moriranno i bambini…” a testimoniare che lo strumento per fare prevenzione sembra essere rimasto, come nel Medioevo, quello di scatenare paure irrazionali, puntualmente contraddette dai fatti.

Oggi anche il Consiglio d’Europa, attraverso la voce di Wolfang Wodarg, presidente della Commissione Sanità, richiede di accertare le responsabilità su quella che è stata definita una delle truffe commerciali sanitarie più vaste dell’ultimo secolo.

Ma il problema più grande oggi è la perdita della fiducia. Di fronte ad un virus o un batterio che domani ci dovesse veramente aggredire, che potesse davvero essere una minaccia sociale, l’attuale gruppo dirigente di molte case farmaceutiche, dell’OMS e di molti governi ha perso la stima (relativa) di cui comunque godeva.

Al lupo, al lupo è una favola per bambini, i cui effetti però oggi rischiamo di pagare tutti per molti anni futuri.

Attilio Speciani

Fonte: www.eurosalus.com

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